Ultimo Test prima di VERONA
Sono appena rientrato giusto il tempo per mettere in ammollo la maglietta e i boxer. Sgambata rilassante lungo la ciclabile con passo decisamente tranquillo. Le gambe sciolte, rilassate, nessun sforzo anomalo.
Dunque in questo stato chiamato "di grazia" dove le gambe girano per conto loro, ho avuto il tempo di pensare, pensare... I pensieri li ho rivolti a ciò che ho letto nei commenti. Fan riflettere decisamente le affermazioni fatte. Sanno di esperienza, di passaggio, di tempo quasi dimenticato. Rifletto e più rifletto mi convinco che siamo in tanti. Ognuno di noi convinto di gestirsi, di saperne, di vivere con entusiasmo gli eventi, il distacco dalla realtà di 4 ore corse alla ricerca di chissà quale obiettivo. Nessuno uguale perchè nascono da parametri diversi. Ricordo una frase di Gigliotti, l'allenatore di Baldini che dice che fra cento, duecento anni non ci si ricorderà di Bordin, del Baldini stesso ma di Dorando Petri, che fu addirittura squalificato dai giudici per essere stato sorretto per tagliare il traguardo. Le immagini ricordano un omino esile, che cade in ripetizione, sfinito, in preda alla prima crisi ipoglicemica della storia dell'atletica moderna. Fece tenerezza, si rialzò sfinito, come se si trattasse di un calvario vero e proprio. Perchè non si ritirò?
L'orgoglio, la tenacia, la caparbietà, il voglio arrivare costi il collasso ci rende romantici, assoltamente profondi. Ricordo il film "Momenti di gloria", ho pianto, ho pianto tante volte nel rivederlo. Passione, passione, passione....
Dunque in questo stato chiamato "di grazia" dove le gambe girano per conto loro, ho avuto il tempo di pensare, pensare... I pensieri li ho rivolti a ciò che ho letto nei commenti. Fan riflettere decisamente le affermazioni fatte. Sanno di esperienza, di passaggio, di tempo quasi dimenticato. Rifletto e più rifletto mi convinco che siamo in tanti. Ognuno di noi convinto di gestirsi, di saperne, di vivere con entusiasmo gli eventi, il distacco dalla realtà di 4 ore corse alla ricerca di chissà quale obiettivo. Nessuno uguale perchè nascono da parametri diversi. Ricordo una frase di Gigliotti, l'allenatore di Baldini che dice che fra cento, duecento anni non ci si ricorderà di Bordin, del Baldini stesso ma di Dorando Petri, che fu addirittura squalificato dai giudici per essere stato sorretto per tagliare il traguardo. Le immagini ricordano un omino esile, che cade in ripetizione, sfinito, in preda alla prima crisi ipoglicemica della storia dell'atletica moderna. Fece tenerezza, si rialzò sfinito, come se si trattasse di un calvario vero e proprio. Perchè non si ritirò?
L'orgoglio, la tenacia, la caparbietà, il voglio arrivare costi il collasso ci rende romantici, assoltamente profondi. Ricordo il film "Momenti di gloria", ho pianto, ho pianto tante volte nel rivederlo. Passione, passione, passione....

0 Commenti:
Posta un commento
Iscriviti a Commenti sul post [Atom]
<< Home page