Adesso si fa sul serio ed una riflessione sulla corsa
I prossimi sette giorni saranno i più duri in vista della maratona di Treviso del 25 marzo. Chilometraggio ed intensità medio alta durante la settimana e degno finale con il lunghissimo alla tergat di 35+1 domenica.
Il lungo mi dirà qualcosa di più sulle mie ambizioni cronometriche, sulla possibilità concreta di mantenere per tutta la maratona un media al km di qualche secondo inferiore ai 4'30 al km per stare "comodamente" sotto le 3h10'. Vedremo. Il timore è sempre quello dell'impreviso, dell'infortunio che finisca per vanificare gli sforzi fatti sino ad oggi.
Prendo a prestito alcune considerazioni di Mauro Covacich, podista e scrittore, apparse su Correre di qualche mese fa per una personale riflessione da condividere con voi. Cavacich sostiene, ed ha perfettamente ragione, che fare 3h e 10' o 3h nette in maratona è, in fondo, un risultato assoltamente mediocre e banale.
A conferma di ciò, Covacich consiglia di piazzarsi alla fine di una maratona con un buon numero di partecipanti per vedere la quantità (enorme) di persone che chiudono con tempi (intorno alle 3h) per molti di noi impossibili o quasi. Difficile non essere d'accordo con lui.
Detto questo, ogni amatore tuttavia non può che essere estremamente soddisfatto quando centra il proprio obiettivo per quanto mediocre, in termini assoluti, tale obiettivo possa essere.
Del resto, per l'amatore il vero valore non è il risultato ma l'impegno, la dedizione, l'amore e - aggiungerei - la conoscenza di quello che fa.
L'aggiunta della conoscenza ha un suo motivo. Se della corsa non so nulla, mai potrò capire se l'obiettivo che ho raggiunto è, questa volta in termini relativi, un risultato degno di rilievo.
3 anni fa ho corso la mia prima maratona centrando l'obiettivo di stare sotto le 4 ore. Allora sono stato contentissimo, ma ripensandoci adesso è una cosa di cui certo non vado fiero. In altre parole, a ben guardare, sono solo stato un cretino che ha centrato un obiettivo ridicolo rispetto alle proprie potenzialità di giovane 34enne (per di più rischiando di farsi male visto un certo sovrappeso ed un allenamente ampiamente insufficiente).
Tutto questo per dire che non solo molti amatori dimenticano che i propri risultati sono assolutamente mediocri (penosi è la parola giusta) in termini assoluti, la qual cosa è a dir poco ovvia, ma che mediocri restano, anche in termini relativi, se per scarsa conoscenza la prestazione è fortemente penalizzata. E ciò anche se, grazie a madre natura, stanno sotto le 3h.
Ciao a tutti
Alerunner a perdifiato.
Il lungo mi dirà qualcosa di più sulle mie ambizioni cronometriche, sulla possibilità concreta di mantenere per tutta la maratona un media al km di qualche secondo inferiore ai 4'30 al km per stare "comodamente" sotto le 3h10'. Vedremo. Il timore è sempre quello dell'impreviso, dell'infortunio che finisca per vanificare gli sforzi fatti sino ad oggi.
Prendo a prestito alcune considerazioni di Mauro Covacich, podista e scrittore, apparse su Correre di qualche mese fa per una personale riflessione da condividere con voi. Cavacich sostiene, ed ha perfettamente ragione, che fare 3h e 10' o 3h nette in maratona è, in fondo, un risultato assoltamente mediocre e banale.
A conferma di ciò, Covacich consiglia di piazzarsi alla fine di una maratona con un buon numero di partecipanti per vedere la quantità (enorme) di persone che chiudono con tempi (intorno alle 3h) per molti di noi impossibili o quasi. Difficile non essere d'accordo con lui.
Detto questo, ogni amatore tuttavia non può che essere estremamente soddisfatto quando centra il proprio obiettivo per quanto mediocre, in termini assoluti, tale obiettivo possa essere.
Del resto, per l'amatore il vero valore non è il risultato ma l'impegno, la dedizione, l'amore e - aggiungerei - la conoscenza di quello che fa.
L'aggiunta della conoscenza ha un suo motivo. Se della corsa non so nulla, mai potrò capire se l'obiettivo che ho raggiunto è, questa volta in termini relativi, un risultato degno di rilievo.
3 anni fa ho corso la mia prima maratona centrando l'obiettivo di stare sotto le 4 ore. Allora sono stato contentissimo, ma ripensandoci adesso è una cosa di cui certo non vado fiero. In altre parole, a ben guardare, sono solo stato un cretino che ha centrato un obiettivo ridicolo rispetto alle proprie potenzialità di giovane 34enne (per di più rischiando di farsi male visto un certo sovrappeso ed un allenamente ampiamente insufficiente).
Tutto questo per dire che non solo molti amatori dimenticano che i propri risultati sono assolutamente mediocri (penosi è la parola giusta) in termini assoluti, la qual cosa è a dir poco ovvia, ma che mediocri restano, anche in termini relativi, se per scarsa conoscenza la prestazione è fortemente penalizzata. E ciò anche se, grazie a madre natura, stanno sotto le 3h.
Ciao a tutti
Alerunner a perdifiato.

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