Lanfree Marathon

lunedì 12 marzo 2007

Quattro chiacchiere con il lunghissimo

Il lunghissimo inizia dopo il 25esimo km. Me ne sono accordo anche sabato scorso.

Corro all’idroscalo park, su un percorso circolare di 6.175 m (ufficiali 6.170 ma tra i 6.170 della fine e lo 0 dell’inizio ci sono circa 5 metri: varranno pure quelli o no?), tracciato che è dunque necessario completare circa 6 volte se si intendono coprire i 36 km del lunghissimo alla tergat (35+1).

Sabato mattina ho pertanto raggiunto l’idroscalo e, dopo essermi unto cosce e ascelle con la vaselina tanto da sembrare un grosso pesce da fritto di paranza (in questo periodo è di moda), protetto i capezzoli con cerotti, indossato la canottiera da gara, mi sono avventurato nel lunghissimo più importante.

Sì, il più importante, perché il lunghissimo alla tergat ti dice davvero chi sei e cosa realmente puoi chiedere alla maratona. Questa volta però ho ritenuto opportuno che questo dialogo intimo tra me ed il lunghissimo si svolgesse con toni più pacati e cortesi di quanto non fosse accaduto la domenica precedente.

Domenica infatti avevo alzato un po’ la voce, ero stato scortese ed irrispettoso. Lui, il lunghissimo, mi aveva guardato un po’ indispettito senza proferire parola. Avevo pensato ad un atteggiamento di rinuncia. Insomma, pensavo mi temesse ma in realtà meditava, immaginando come farmela pagare.
La sua vendetta era così giunta al 30esimo km. Inevitabile come il destino già scritto di certi eroi romantici, ineluttabile come la morte. Una lama nel buio, un vento freddo sulla candela, una forchetta con cavallo che dà scacco al re e contemporaneamente minaccia la regina….. Un attimo e poi il buio, la fine. Quello spaesamento fisico e mentale che chi è andato a sbattere, almeno una volta, contro il “muro” della crisi per mancanza di zuccheri ben conosce.

In sintesi, ero verticalmente crollato. Al di là della poesia, il lunghissimo mi aveva dato del pirla e, non c’è che dire, aveva ragione.

Sabato pertanto sono stato cauto. Molti convenevoli, chiacchiere di circostanza, sguardo basso ed umile e via a completare i 6 giri. L’umiltà paga, ma paga soprattutto la regolarità e l’aiuto di un amico che da lepre mi ha raccattato al 17 km portandomi sino al 36 esimo. Per gli amanti dei numeri: 4’40’’ al km sui 35km ed ultimo km in 4 netti. Nulla di pazzesco, ma quanto basta per pensare di fare a Treviso una gara onesta e migliorare, anche di poco, il mio 3h17’ di Verona.

Vedremo.

Ciao a tutti.
Ale Runner.- Perdifiato

1 Commenti:

  • Non ho parole per le tue parole che non sono chiacchiere ma poesia! Una certa invidia me la fai, ti darei del testa di cazzo perchè vai + forte di me ma la realtà è un' altra non ci sono storie e banane di mezzo. Complimenti!

    Di Blogger Lanfree Chess, Alle martedì, 13 marzo, 2007  

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