16 sotto i 5...
Ieri sgambatella mattutina in pieno relax ma neanche tanto!Gli occhiali da sole sono stati un buon acquisto e mi permettono sia di correre senza berretto anche contro sole e sia di avere ben il busto eretto come consiglia Emi. Questo per favorire la respirazione a pieni polmoni. La postura nella corsa non è da sottovalutare. Il corretto assetto aiuta sicuramente nella performance. Durante le gare ne ho viste già di tutti i colori e senza fare una carrellata di modi sbagliati nell'affrontare il passo, nel movimento degli arti mi soffermo solo al runner visto domenica che si è piazzato ai primi posti. Lo vedrete nel video con la gamba sx rivolta verso l'esterno e l'appoggio sicuramente inproprio non lo agevola senz'altro.
Ieri mi è arrivato ULTRAMARATHON MAN di Dean Karnazes. Avvincente! Ho già letto una cinquantina di pagine delle 300 totali e mi ha preso moltissimo nella sua narrativa. Lo vivo come se stesse raccontando una cosa già da me vissuta e vien voglia di emularlo nell' impresa (se...). La cosa buffa è che si nutre correndo, mentre compie un'impresa solitaria lungo la notte. Con la mano a reggere la pizza e il cheesecake in equilibrio e con l'altra a staccare i pezzi verso la bocca. Il primo capitolo si kiude con tre domande che si pone:
"da cosa sto correndo?
per chi sto correndo?
verso cosa sto correndo?"
in antitesi a chi gli chiede: perchè lo fai? come riesci a farlo? sei pazzo?
prende come esempio la risposta di George Mallory, il primo uomo a scalare l'Everest " perchè è li!"... o perchè ci riesco
Etichette: allenamento

3 Commenti:
Leggerai poi su ULTRAMARATHON MAN quando riesce a dormire correndo – si può sempre imparare –
Una precisazione storica:
i primi salitori dell’Everest sono stati Sir Edmund Hillary e lo sherpa Tenzing Norgay nel Maggio del 1953.
George Mallory tentò ripetutamente di salire l’Everest. Nel Giugno del 1924 unitamente al compagno Irvine furono visti per l’ultima volta, in tarda ora, sul “second step” ancora lontani dalla vetta. Poi più nulla. Rimane il mistero sulla loro morte e soprattutto il mistero se effettivamente possano aver raggiunto la vetta cosa che da più parti pare improbabile. Parte dei corpi furono, in anni recenti ritrovati, ma non la prova della salita in vetta.
La famosa frase "Because it is there" è effettivamente attribuita al George Mallory.
Per la precisione …..
Bye Giuly
Di
Anonimo, Alle
mercoledì, 16 maggio, 2007
L'ho letto anche io da poco,
molto bello per i "malati di corsa". Si respira un pò l'atmosfera delle sue gare e i suoi stati d'animo.
Il tizio poi è troppo simpatico anche se fuori di testa all'ennesima potenza (anche se in senso positivo)
Di
Simone, Alle
mercoledì, 16 maggio, 2007
Grazie Giuly delle precisazioni. Mi son attenuto a ciò che stavo leggendo e non mi son documentato se ciò scritto era fonte di verità o meno. Bravo! Per quanto riguarda la dormita correndo penso sia frutto alla narrativa grottesca e quindi poco attendibile. Più americana che europea! Del resto anche cibarsi correndo ascoltando Speciani sul furto di sangue sia improbabile. I fenomeni comunque esistono e spesso infrangono appositamente le regole demolendole senza criterio. Quando finirò il libro magari mi farò un'idea più ampia...
Di
Lanfree Chess, Alle
giovedì, 17 maggio, 2007
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