Allenarsi fa bene!
Riprendo un passaggio dell'intervista a Roberto Albanesi.
per Gabreselassie l'allenamento è una festa, un gioviale rituale da consumarsi assieme ad altri. Durante la crisi a Londra in preda a dolore intestinale aveva il sorriso tra le labbra, si è fatto abbracciare da un fan lungo la strada naturalmente. Un grande! Eppure ha corso a Berlino la seconda prestazione di sempre senza conoscere le ripetute. Che sia giusto darsi margine di miglioramento nella prestazione top? La convinzione di non aver dato il massimo anche là dove ci si è spinti fino a vomitare o a cadere inesorabilmente dopo il traguardo? Mi ricordo come se fosse ieri la vittoria ai Mondiali di Alberto Cova, il suo giro d'onore come avesse fatto una passeggiata, sguardo da ragioniere senza un capello fuori posto e il baffo preciso senza un filino di bava.
Avete mai provato a riprendere ad allenarvi dopo aver smesso per una settimana? Ascoltare le sensazioni, con la mente a memoria sui tempi e sulle distanze di una settimana prima ma le gambe invece no! Decise a dire basta, a limitarsi nello stress? Sono ormai alcuni mesi che non riesco a riprendere la condizione ottimale. La convinzione, direi meglio, con allenamenti mai conclusi degnamente. Eppure so benissimo che verrà! e sono sulla giusta strada da qualke giorno :o)
Per sfondare occorrono innanzitutto grandi doti naturali; la natura conta per l'70%. Poi conta la psicologia dell'atleta, diciamo un 20%; infine conta l'allenamento, ma solo per un 10%. Questo punto non è molto compreso dagli amatori, molti dei quali pensano che con il giusto allenamento si possa arrivare ovunque. In realtà fra un cattivo allenatore e il migliore del mondo ci possono stare 10"/km; il che su una maratona fa "solo" 7 minuti. Ovvio che Baldini dato in mano a un cattivo allenatore non avrebbe vinto l'olimpiade, ma sarebbe comunque arrivato sulle 2h14' o sulle 2h15'. Questo per dire che un amatore poco dotato naturalmente, che vale3 h in maratona, anche allenato da Gigliotti arriverebbe al massimo poco sopra le 2h50'. Per gli amatori il discorso è poi complicato dal fatto che molti di loro non hanno più un fisico molto atletico; il sovrappeso limita moltissimo le prestazioni anche di chi è dotato.Mi chiedo: ma questo discorso vale solo per sfondare? E' chiarissimo che può essere considerato anche come massimo sforzo dell'atleta amatore che porta al miglior risultato nella sua onesta carriera! Ormai sono due anni che corro allenamenti, gare, tapasciate, rinunce, obiettivi centrati altri meno ma nel quadro riassuntivo di questo nuovo corso il massimo rendimento l'ho ottenuto col massimo impegno fisico-mentale dato da una buona dose di allenamento mirato alla prestazione. Se Bordin contrariamente a ciò che voleva Gigliotti percorreva 230 km settimali ci sarà stato pur un motivo che l'ha portato a vincere una olimpiade? Gli allenatori si sono diretti sulla qualità e non sulla quantità per ottenere il massimo rendimento da un atleta TOP tirando gli allenamenti come se fossero gare stressanti e snervanti, ritmi iperveloci, fartlek allo spasimo! Sono diventati macchine perfette, evolute, dove gli ingranaggi si devono innescare alla perfezione. Ma allora non è + un piacere il correre! Non si sentono gli uccelli cinguettare intorno, non si sentono i profumi tanto è veloce il respiro impegnato a riempire d'aria i polmoni. Eppure
per Gabreselassie l'allenamento è una festa, un gioviale rituale da consumarsi assieme ad altri. Durante la crisi a Londra in preda a dolore intestinale aveva il sorriso tra le labbra, si è fatto abbracciare da un fan lungo la strada naturalmente. Un grande! Eppure ha corso a Berlino la seconda prestazione di sempre senza conoscere le ripetute. Che sia giusto darsi margine di miglioramento nella prestazione top? La convinzione di non aver dato il massimo anche là dove ci si è spinti fino a vomitare o a cadere inesorabilmente dopo il traguardo? Mi ricordo come se fosse ieri la vittoria ai Mondiali di Alberto Cova, il suo giro d'onore come avesse fatto una passeggiata, sguardo da ragioniere senza un capello fuori posto e il baffo preciso senza un filino di bava.
Avete mai provato a riprendere ad allenarvi dopo aver smesso per una settimana? Ascoltare le sensazioni, con la mente a memoria sui tempi e sulle distanze di una settimana prima ma le gambe invece no! Decise a dire basta, a limitarsi nello stress? Sono ormai alcuni mesi che non riesco a riprendere la condizione ottimale. La convinzione, direi meglio, con allenamenti mai conclusi degnamente. Eppure so benissimo che verrà! e sono sulla giusta strada da qualke giorno :o)
Etichette: ragionamenti

5 Commenti:
FAI SCATENARE LE TUE ENDORFINE LANFREE E VEDRAI CHE TUTTO TORNERA' COME PRIMA.
Di
fugaldo, Alle
mercoledì, 09 maggio, 2007
Grazie! ti ascolterò!
Per caso lavori in Mediaset?
Di
Lanfree Chess, Alle
mercoledì, 09 maggio, 2007
Leggo le tue frasi con un po di rammarico. Ti ho conosciuto entusiasta della corsa ed adesso ti sento demotivato. Forse la prendi troppo sul serio - le riflessioni sulle ripetute si o no - lo stress della corsa - i tempi da tenere - guardare i tempi degli altri!!
Rimani amante della corsa nel suo modo di essere, sempre spensierato, e aggiungi un po di continuità che non guasta. Vedrai che poi verranno anche le rivincite, ma non cercarle arriveranno da sole.
Corri e cerca di essere soddisfatto di quello che fai senza confrontarti troppo spesso con gli altri.
"Gli uomini discutono, la natura agisce"
bye Giuly
Di
Anonimo, Alle
mercoledì, 09 maggio, 2007
Pensa a Mancini, a Moratti e a tutti gli interisti dopo che ieri sera hanno fatto indigestione di pastine (6-2) come si sentono, e vedrai che tu stai molto ma molto meglio di loro!
Corri corri corri!!
ps: vero Giuly?
Di
Anonimo, Alle
giovedì, 10 maggio, 2007
Lo facciamo perchè siamo magnanimi, non siamo i soliti cannibali!!
Lasciamo le briciole agli altri....
bye Giuly
Di
Anonimo, Alle
giovedì, 10 maggio, 2007
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