Lanfree Marathon

domenica 10 dicembre 2006

StraCorigliano Half Marathon, mezza maratona della Grecìa Salentina

Oggi ho partecipato alla 8° edizione della Stracorigliano, una mezza maratona che si svolge nel Salento (provincia di Lecce) ed in particolare in quella parte del Salento che prende il nome di “Grecìa Salentina” (occhio all’accento sulla “i”, si legge Grecìa e non Grècia).

Con partenza da Corigliano d’Otranto il percorso ha interessato i comuni di Melpignano (paesino famoso per gli appassionati di musica popolare perché ogni anno si svolge il festival della taranta) Martano e Zollino.

Mi sono presentato al via contento di gareggiare almeno una volta nella mia terra natia e non tra le nebbie padane come sono stato solito fare sino ad oggi. E devo dire che il sole del Salento non mi ha voluto fare un torto visto che la giornata è stata bellissima, il verde degli ulivi più brillante, il rosso della terrà più intenso, gli spigoli dei muretti a secco più vivi. Insomma c’erano tutte le premesse di una bella giornata di sport.

Alla partenza gli organizzatori hanno avuto il loro bel da fare a tenere dietro la linea del via i soliti ritardatari che pretendevano di piazzarsi davanti a tutti. Avendo questa volta (nei limiti dei miei modesti mezzi) ambizioni cronometriche ho cercato di rimanere nelle prime file per evitare di restare intruppato alla partenza e perdere preziosi secondi.

Allo sparo siamo partiti tutti abbastanza ordinatamente, il deflusso è stato veloce aiutato anche da una non brevissima discesa; al primo km passo in 4’07’’ in perfetta media rispetto alle mie previsioni.
Media che con qualche alto e basso mantengo per i primi 5 km dove passo in 20’31’’ (4’06’’ al km). A dire il vero corro ma non ho buone sensazioni. Il fiato va bene, non sono in debito di ossigeno, ma le gambe le sento pesanti. Ho persino un indolenzimento sul tibiale anteriore sinistro. Mi dico che passa e cerco di non pensarci (i problemi fisici pare che siano focus negativi), concentrandomi sull’andatura (che invece è un focus positivo).

Il sesto ed il settimo km li corro a 3’58’’ e 3’55’’ decisamente troppo veloci per i miei mezzi. Passato il settimo mi dico che sono ad un terzo ed il prossimo obbiettivo sono i 14 km. Sono fedele all’idea di Roberto Albanesi secondo cui la gara deve essere divisa idealmente in tre parti: nella prima si va in scioltezza nella seconda si tiene e nella terza si spinge. Con questa filosofia si dovrebbe avere una gestione uniforme della gara.

Passato il settimo, dunque, incomincio a tenere. Cavoli com’è duro tenere soprattutto se si è palesemente sopra il proprio ritmo. Ai 10 km passo in 40’36’’, decisamente veloce visto che il mio record sui 10.000 sino ad oggi era di 41’05!!! Mi dico, vabbè almeno se scoppio ho fatto il mio record sui 10.000.

Mi faccio forza. Continuo mantenendo una buona andatura pochi secondi sopra i 4’. La strada è sempre un continuo saliscendi, senza muri ma con interminabili falsopiani. Al 14 km mi dico che devo iniziare a forzare. Forse però è meglio se tengo, sì …continuo a tenere …di forzare non mi sembra il caso.

Nel frattempo il sole da elemento auspicato ed invocato diventa un nemico, il caldo si fa sentire. I ristori ci sono, ma alcuni sono con i bicchieri. Sai cosa te ne fai di un bicchiere di plastica pieno per metà di acqua quando vai a 4 al km? Un bel nulla: metà lo versi e metà ti va di traverso.
Per fortuna c’è un ragazzo del personale dello staff in bici che mi allunga una bottiglia intera. Lo ringrazio, ne bevo un po’ e con la restante parte procedo ad un abbondante “docciaggio” che mi penalizza decisamente nelle foto (bagnato do l’impressione di avere pochi capelli) ma giova al mio rendimento atletico.

Ritemprato affronto l’ultima parte della gara. La fatica però è tanta ed al 19 km incomincio a pensare che potrei non riuscire a farcela, che le mie gambe mi potrebbero lasciare da un momento all’altro.
Controllo il tempo. Al ventesimo sto tenendo. Qualcuno mi supera. Mi chiedo se sono io a rallentare proprio adesso che manca un solo km o sono gli altri ad aver forzato. Ci penso solo un attimo perché quest’ultimo km è una salita interminabile sino al traguardo.

Entro nel paese, ad ogni curva nelle stradine spero di vedere il traguardo, lo sogno, lo invoco quasi. In fondo alla strada vedo la curva che immette nella piazza, c’è la gente. Un podista mi affianca. Gli dico “sprinta tu perché io non né ho più nelle gambe, devo solo tenere, solo tenere, sino al tappeto blu”. Mi sorride, mi supera. Il tempo di cercare di leggere il retro della sua maglietta “atletica…..” che sento il tappeto sotto i piedi, il traguardo gonfiabile sulla mia testa. Mi ricordo che devo stoppare il cronometro e per completare l’operazione travolgo il giudice che annota il numero dei pettorali. Mi scuso, lui non sembra essersela presa. Guardo il cronometro. Si è fermato ad 1h 25’57’’. Ed anche questa è fatta.

Ciao a tutti.
Alessandro

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1 Commenti:

  • Alessandro sei il mio mito:
    1° ti amo
    2° ti amo
    3° non ti lascerò mai (sarai nel mio mirino)
    4° hai scritto alla Lanfree Marathon e mi hai commosso! Mentre leggevo ti ho sentito correre...
    5° continua così, sei un orologio.

    Complimenti!
    Tuo
    Lanfree

    Di Blogger Lanfree Chess, Alle domenica, 10 dicembre, 2006  

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