Lanfree Marathon

venerdì 30 marzo 2007

Ripetute veloci

Oggi mi sentivo bene e nel tardo pomeriggio sono uscito in barba ad Emiliano e sono andato a farmi un allenamentino.
Mi son riscaldato con 11 km a 4 netti poi 8 ripetute da 15000 a 3'04" con 8 secondi di recupero...
Domenica 1/2 maratona del tamburino sardo di Villafranca partendo da casa mia con deviazione per Modena sud. All'autogrill cappuccino e brioches in un minuto poi di gran lena giù per Carpi per riprendere l'Autostrada a Pegognaga uscendo a Nogarole Rocca mi affiancherò ad Emiliano in preparazione della 2000 km del netturbino.....

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mercoledì 28 marzo 2007

Ricominciando!


Si riparte! Archiviata Treviso in questi ultimi 3 gg ho cercato di saggiare le mie gambe, la mia pancia e la mia testa. Lunedì le gambe erano durissime in considerazione dello sforzo anche seppur minimo dei 25 km tra Vittorio Veneto, Conegliano e qualke kilometro + in là. Secondo me l'accumulo di acido lattico in discesa all'inizio e aver forzato ad un ritmo di 4,20 oltre le mie possibilità x 10 km l'ho sentito subitissimo lunedì e anche ieri, ma sorpresa, nel tardo pomeriggio sono uscito per un bel 12, ritmo di 4,47 in scioltezza. Oggi pomeriggio invece ho fatto una corsetta di 8 km tranquilla, tranquilla. Appesantita e in affanno sulla respirazione, boh... un leggero dolorino alla gamba dx adesso e nei primi 200 metri al ginocchio dolente sx. L'antidolorifico si è assorbito e l'effetto adesso che è sparito mi fa ben sperare verso questi venti gg direzione Parigi.

Ho pensato ad aprire una rubrica su NPC dal nome simbolico "Dal fronte..." dove inserire i racconti delle varie manifestazioni sportive. Ho riportato alcuni dei vostri di Treviso e Roma tanto per cominciare...

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Esordite a Treviso. Adelante ma con judicio

Franco mi ha chiesto di raccontare a tutti i partecipanti/lettori del blog la mia corsa a Treviso domenica scorsa. Quando però ieri ho letto gli interventi di maratoneti che vi avevano preso parte ho da subito compreso che il mio racconto non avrebbe aggiunto nulla a quelle emozioni ed a quelle sensazioni che già altri avevano “messo su carta” in modo bello, spontaneo ed efficace.

Posso provare invece a fare qualche altra considerazione che potrà interessare chi in futuro vorrà correre Treviso e più in generale tutti coloro che hanno in mente di correre una maratona. Magari sono concetti triti e ritriti, che altri hanno certamente espresso in maniera più compiuta della mia, per cui perdonatemi se vi annoio.

Treviso è una maratona ideale per esordire. Ha un percorso scorrevole e presenta l’indubbio vantaggio di numerosi tratti in leggera pendenza che facilitano, soprattutto nei primi 15 km di gara, andature più veloci rispetto ai propri mezzi. Un percorso di questo tipo, se sfruttato in maniera corretta, consente di risparmiare moltissime energie per la parte finale della corsa. Per altro verso questo tracciato rappresenta un rischio per chi ha la tendenza a “farsi prendere la mano”, forzando comunque in maniera eccessiva e consumando, nonostante il vantaggio della discesa, una quantità di energia superiore a quelle che avrebbe consumato in pianura al ritmo gara corrispondente al proprio valore.

Quello che molti amatori, anche di una certa esperienza, non comprendono è che una maratona si dovrebbe correre a ritmo uniforme e che partenze troppo forti e cambi di ritmo sono i maggiori nemici della prestazione. E’ incredibile come alcuni pensino ancora che si debba forzare all’inizio per “mettere fieno in cascina”. Vi siete mai chiesti perché nessun top runner “mette fieno in cascina” e tutti corrono le due metà con tempi sostanzialmente uniformi? Perché altrimenti verrebbero raccolti (e forse sbeffeggiati) al trentesimo km da chi invece ha tenuto un’andatura uniforme.

A mio modestissimo avviso interiorizzare questi concetti rappresenta per un amatore un autentico salto di qualità nella comprensione della corsa e della maratona in particolare. Che senso ha allenarsi duramente per due/tre mesi, approfondire e studiare come la mente deve gestire la fatica se poi per aver corso per metà gara ben 10/15 secondi sotto il proprio valore reale si finisce sfracellati contro il muro dopo il 30esimo km? A nulla direi. Puoi aver fatto il miglior allenamento del mondo per il fisico e le qualità atletiche, puoi pensare zen, fare training autogeno, invocare anche le divinità per la gestione mentale della fatica, ma resti solo un cazzone che non si è saputo gestire.

Ciao a tutti.

Alerunner a perdifiato.

lunedì 26 marzo 2007

Treviso Marathon 2007 di Giuliano Piola

Se Emiliano è un orologio svizzero poteva Giuliano, suo fratello, essere diverso?

“Come fai a vedere le cose così chiaramente? chiese l’allievo al maestro zen. “Chiudo gli occhi”
Occhi chiusi, testa bassa, compilation sull’Ipod, riga di mezzeria della strada e corri corri corri…
Controllare e moderare la velocità, i primi 5 km volano, poi controllo e mi assesto sino alla mezza – 1:42.50 – lento ma va bene ho due minuti di vantaggio -.

E’ presto la Maratona non è ancora iniziata.

Inizia la Treviso Marathon:

Trentesimo ancora sempre sotto i 5’ al km bene bene;
Nessuna sosta ai ristori solo un goccio d’acqua e via;
Trentacinquesimo – mantengo ma le gambe si ribellano – sguardo fisso, mente sgombra, e osservo i miei movimenti e la mia respirazione e via…
Solo una battuta con un fotografo e nessun’altra parola;
Trentottesimo – non fa male, non fa male, urlo ad una ragazza che raggiungo allora sorride e mi rimane affiancata per un po’, poi però mi stacca!!!!!!!!
Trentanovesimo – l’essenza della maratona – iniziano le allucinazioni – sento che arrivano i pace delle 3:30, non mollo –
Quarantesimo – rimango agganciato ai pace – ma non vedo ancora la fine o meglio la vedo – è la mia –
Tra il quarantesimo e mezzo ed il 42esimo – mi fermo – non per il panorama – tiro le gambe che si ribellano – mi fermo tiro le gambe – mi fermo tiro le gambe-
Quarantaduesimo – sotto un “volto” mi fermo ma…….. vedo l’arrivo – sale il magone –
42,185esimo – vedo il cronometro – è ancora sui 29 –
42,190esimo – gesto di rabbia con i pugni chiusi – sale il magone –
42,195 – l’arrivo – 3:29:41 –
…………………..
42,200 – mi siedo per terra – tutto ok all’addetto – mi portano un telo – piove? – ho la nausea della corsa ma….

Mi rialzo e mi incammino verso il meritato riposo…
La nausea della corsa …. Si va anche a Padova?????
L’essenza della maratona

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UNA GIORNATA INCREDIBILE di Cristian Accorsi

Quello che scrive Cristian un giorno vorrei poterlo scrive anch'io! Non ho idea di cosa significhi correre vicino a quel tempo...

Ore 4. 45 sveglia con il rumore del vento e della pioggia dalle finestre, pazienza forse non sarà il giorno ideale per il personale ma bisogna provarci ugualmente.
Parto con la mia auto e dopo 500 metri carico Claudia venuta da Rivalta s/m in "scooter" poi passo dal Giuly e via.
Venti Km prima di Venezia l'acquaplaning in autostrada ci costringe a rallentare, raggiungiamo il parcheggio di Treviso e sotto una pioggia continua ci imbarchiamo sui pullman direzione Vittorio Veneto, sembra incredibile ma dieci minuti prima di arrivare smette di piovere ed esce un timido sole che sembra dirci avanti vediamo cosa siete capaci di fare.
Quindi messe da parte tutte le perplessità sul tempo ci si prepara per la partenza e logicamente il dubbio più grosso è come vestirsi, diciamo di averlo indovinato con calzoncino corto e canotta con maglia a maniche lunghe leggera sotto.
Sono agitato, in questi mesi di allenamenti solitari per via degli orari, e quelli specifici con il grande Emi, ho pensato molto a questo momento e stavolta non voglio sbagliare nulla.
Ho a fianco la Claudia ed il Giuly un attimo per farci gli auguri e..... via lo sparo.
Parto con il pensiero fisso di cosa per mesi Emi mi ha ripetuto "STAI CALMO" , infatti non guardo e non parlo con nessuno, vado talmente regolare che alcuni atleti ed una ragazza mi si affiancano e seguono il mio ritmo, i km scorrono, passo la mezza con 50 sec di vantaggio sulla mia idea di tempo, al trentesimo sono perfetto, al trentaseiesimo ricomincia a piovere, dopo aver visto tanti saltare stò ancora veramente bene e provo a concedermi un aumento di ritmo che però nel finale di gara dovrò pagare caro.
Chiudo in 3:01:50 finalmente un tempo di rispetto secondo i miei criteri di ragionamento, per altri può essere un tempo mediocre, ma dopo i sacrifici che ho dovuto fare sono appagato in pieno, certo che come mi hanno detto Lanfri, Corra ed altri 2:59 suona tutto diverso, io rispondo che scuse a parte con la giornata che abbiamo trovato sono contento così.
Dopo il traguardo ricevo la medaglia, poi scoppio in un pianto liberatorio e mi dirigo al ritiro sacche infreddolito ma contento, finalmente entro in uno spogliatoio semivuoto che diverse volte ne avevo sentito parlare da Emiliano.
Poi vado ad assicurarmi dei miei compagni vedo Claudia un po' triste per non essere riuscita ad abbassare il proprio personale comunque all'arrivo in 3:23:15, poi trovo il Giuly che con un ottimo 3:29:30 abbassa di cinque minuti il proprio.
Ci dirigiamo alla macchina con la navetta e si parla solo di min al km varie ed eventuali, sono al settimo cielo, ripartiamo da Treviso visibilmente stanchi, senza aver mangiato al pasta party "il Giuly è a dieta", breve sosta in autogrill e raggiungiamo Mantova, Claudia torna a Rivalta s/m in scooter con vento e acqua ma dice che per lei è cosa normale, è una donna d'altri tempi, molto in gamba.
Rientro in casa accolto dalle mie bimbe come un campione, dopo una bella doccia rigenerante, mi rilasso sul letto poi chiamo Emi per scambiare le mie opinioni, è strano ma dopo tutta la giornata che ho passato devo assolutamente parlargli come il ragazzino dopo gli esami, come immaginavo ricevo elogi da lui... e non è poco! ma anche critiche.
E' stata una pessima giornata meteo ma sportivamente fino ad ora una delle migliori per quanto mi riguarda, il tempo per una occhiatina alla classifica sul sito Tds, PIZZA E BIRRA da tempo sognate poi a letto "senza la cuna" ed il sorriso sulle labbra ma il rumore del vento e della pioggia dalle finestre c'è ancora...... una giornata veramente incredibile!


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La mia Treviso Marathon ! di Sist, Roberto

Roberto Sist, conosciuto a Treviso come promesso ha scritto il suo racconto e lo pubblico in attesa che anche Alerunner, Giuliano e Cristian facciano altrettanto:

3:37:10 !!! Un tempo in maratona che per molti significa scadente, per alcuni mediocre, per altri buonissimo e per altri ancora vale un “farei firma per un tempo cosi’..”..
Ed infatti quest’ultimo e’ stato il mio pensiero durante uno degli ultimi lunghi di preparazione a quella che e’ stata la mia prima maratona.

Marzo2006 – “correre” per me significava solamente “correre in bici ovvero pedalare”. Sono un ciclista amatore e anche piuttosto competitivo, ma lungi da me l’idea di mettere scarpette-pantaloncini-canottiera e correre a piedi.
Poi arriva Nicola, amico, batterista, web-designer e soprattutto maratoneta. Mi invita a seguirlo nella tapasciate domenicali. Prime uscite di 5/7 km. I primi “lunghi” erano di 12 Km e mi sentivo un “quasi eroe”.

Ottobre 2006 - prima maratonina fatta e finta in 1:42:00. Mi sento “eroe” a pieno titolo.

Novembre 2006 – inizia con Nicola la preparazione alla Treviso marathon 2007. Obbiettivo molto ambizioso delle 3:30:00. Quattro uscite settimanali e grandi sacrifici per me e per la mia giovane famiglia. Tabelle, infortuni, dissapori famigliari, allenamenti in pausa pranzo, visita siti web dedicati (Speciani, Lanfree, Albanesi, ...), lunghi, ripetute e che confusione in testa....!!

25 Marzo 2007 – Vittorio Veneto – Alla consegna sacche conosco personalmente il “mitico” Lanfranchi e scopriamo che il mondo e’ piccolo. Ha parenti in Friuli, zona Pordenone e ci sentiamo piu’ vicini, piu’ “friulani”. Si dice dubbioso sulle condizioni del suo ginocchio ma parte ugualmente e “...sia quel che sia!” . Partiti! Forte vento freddo laterale ma con sole. Io e Nicola recuperiamo il tempo perso nella affollata partenza. Stabilizziamo l’andatura al Km 10. A Conegliano, vedo Franco fermo accanto ad un auto della Stradale e penso “ ..o era troppo veloce e l’han fermato oppure e’ stato stoppato dal suo stesso ginocchio”. 17 Km – inizio del calvario. Non per la poca preparazione ma per crampi addominali, leggi Gran Mal di Pancia (GMdP). Tengo duro e passo la mezza. Il vento gelido mi trafigge lo stomaco.
Corro e mi concentro sul GMdP. . Comincio a pensare all’idea dello stop “tecnico” e cerco WC chimici e nel frattempo calo l’andatura. Nicola e’ poco piu’ avanti di me. Lo vedo, e’ li’ davanti, e’ vicino e sono ancora in pieno ritmo gara. Tengo duro, passano i Km e la crisi ha i suoi alti e bassi. Piove a dirotto, il vento freddo mi da’ il colpo di grazia e non ce la faccio piu’. Sudo freddo, brividi su tutto il corpo. Cerco avidamente con lo sguardo il km 35, come un lupo cerca la sua preda. Mi fiondo in bagno e rinasco a nuova vita.
Riprendo meglio di prima fino al Km 39, poi calo, ristoro del Km 40 calo ancora, Km 41 taboga in centro Treviso, sanpietrini viscidi, transenne che mi cadono addosso, vento e pioggia che taglia le gambe. Km 42 quasi mi blocco dai crampi !
Taglio il traguardo malamente, ma e’ finita ! Guardo il Garmin e penso che nonostante tutto, e’ un buonissimo tempo, ma ora questo e’ relativo. Mi sciolgo in un abbraccio a Nicola, mi commuovo e scatta la lacrimuccia. Penso a casa, alla mia famiglia, al tempo rubato loro e al desiderio di ripagarli da subito, dedicando piu’ tempo ai miei bimbi ed alla mia paziente moglie. Un immenso grazie !!
Un grande applauso a tutti i maratoneti che ieri hanno finito la corsa nonostante la fatica, il freddo e la pioggia. Un grande ringraziamento alla gente lungo il percorso, ai volontari e non (protezione civile, forze dell’ordine e ai tanti alpini) che nonostante il tempo inclemente ci hannobvaiutato lungo il percorso.

Unico neo nell’organizzazione, la indirizzerei
alla logistica presso lo stadio a Treviso, con i passaggi stretti e con le file
che si sono create tra una zona dello stadio all’altra ed un ristoro finale un
po’ “misero”.
Alla prossima....forse !! – Roberto Sist

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wookie to-OKI-e.1

Mi son preparato con calma. Ho fatto due esercizi di stretching per sentire la reattività al ginocchio. Niente. Colazione e via! Mi accompagnano ai pulmini per Vittorio Veneto due di Biella. Ci siamo scambiati impressioni, esperienze, programmi etc... Arrivato alla partenza l'attesa è stat lunga. Avevo paura di non riuscire a fare un metro, che tutto finisse alla prima curva.
Immerso tra i pensieri, indugiando il riscaldamento, aggirandomi tra i partenti mi sono estraniato a scrutare le nuvole minacciose e cariche. Un freddino penetrava, leggero vento quando mi vedo giungere due tipi frontalmento.
" Sei Lanfree? "
" ... e voi chi siete?"
" Ti seguiamo sul blog da tempo..."queste sono le cose che mi entusiasmano e sapere che due friulani di Pordenone ci leggono mi riempie di gioia.
Alle 9,30 entro nelle gabbie, guardo l'orologio, se... non l'ho messo!!! Che cretino patentato, il cardio è rimasto in albergo. Meglio così non avrò riferimenti e andrò a sensazione...

Arriva lo sparo, parto i primi appoggi sono attenti, via... man mano che avanzo spinto dal gruppone mi sento libero, sciolto, tonico, aumento la cadenza, vado ad istinto non ho riferimenti.
Dopo un paio di kilometri mi si affianca uno e mi passa inesorabile. Lo guardo bene, è l'Avv. Alerunner.... ahahahahah lo raggiungo, mi affianco, lo seguo, lo guardo, lo tengo ad una decina di metri fino al 10cimo km. e passo a 44'30" poi di colpo le gambe tremano, non reggo il ritmo, mi sento perso e arranco. Mi fermo e penso " il test è finito" il ginocchio non fa male viaggio con la mente a Parigi. Lungo il percorso nessuno che mi aiuti, emulo la sceneggiata dei pescatori. Nessuno mi ascolta, mi aiuta. Tutti inpreparati ad accoglliere una crisi improvvisa. Riprendo a correre, nel frattempo il fiume di podisti mi beve inesorabilmente. Mi passa la Claudia (finale 3.23) e Giuliano (finale 3.29) i due di Pordenone. Qui si fa grigia non mi resta che correre. Dopo due kilometri verso il 15esimo riprendo la lena e tengo un ritmo di 5 al km e tiro. Inizio a sorpassare e vado... via via, passo la mezza e al 25 esimo vedo il pulmann del servizo scopa, lo passo, ma dopo 500 metri mi dico BASTA! Torno al pulmann e salgo... vedo i cadaveri avvolti da una coperta e mi confondo tra loro. Passeranno 40 minuti priam di riempirlo e ne vedo di tutti i colori. Mi sembrava di rivedere qualke scena epica dal fronte. I morti viventi, intubati. L'odore fetido in corriera di sudore misto ai piedi scalzi di qualkuno era una schifezza di quelle epiche. Ho aperto i finestrini e qualkuno imprecava ma ho risposto con pertinenza. Verso le 12. 45 il pullmann parte e risale lungo i paesi del percorso. Veniamo anche appluiditi dagli spettatori, non so se per beffeggio o altro. All'arrivo il pensiero corre verso Barbara che è lì lungo l'ultimo kilometro ad aspettarmi. Pioviggina, ormai son passate el 4 ore di gara e spero di trovarla in mezzo al casino. non ho il cellulare, l'albergo è distante ma penso alla sua logica e se le avevo detto di aspettarmi a circa un kilometro dall'arrivo doveva essere là. Più percorro a ritroso e più si intensifica la pioggia e ad una curva la vedo là a guardare verso l'orizzonte se vedeva l'ancillotto. Un pò preoccupata, con gli occhi instupiditi ad osservare bene. Non ne ha perso neanche uno nella preoccupazione passassi come un fulmine, seeeeee....
Che bello riabbracciarla tra la pioggia!.....

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wookie to-OKI-e

au...
Venerdì: ore 19,30 Brindani massoterapista mi visita: sospetta lesione al menisco esterno gamba sx, dopo digito pressione, "se vuoi correre i casi sono due: allo stato attuale non serve una laser terapia, non serve un infiltrazione il mio consiglio è un antidolorifico (OKI) domani mattino, pranzo e cena a stomaco pieno; è un palliativo ma potrebbe aiutarti, se il ginoccchio si gonfia fermati oppure non correre! se decidi di correre fatti il segno della croce e parti convinto... mi raccomando dopo Parigi risonanza bilaterale alle ginocchia!" ore 21,30 a cena da amici a Brescia c'è Luigi della Biomedica di Montichiari, osteopata, mi fa il test del menisco a pancia in giù, lo fa roteare, lo gira mi pirla mi strilla, mi frilla, mi frulla: menisco a posto cartilagine frulla, rotula frilla, anche lui consiglia antidolorifici!
Sabato: ore 11,30 matrimonio di amici a Copparo (FE), pranzo a dir poco suntuoso, mangio come un porco, mi scappa la cacca, quaquera, ma non mi piacciono i bagni, sfiati, trombe, clacson, male alla pancia, il ginocchio dopo le prime bustine mi sembra non scricchiolare. ore 20,30 al compleanno di Paola alla fornace di Mestrino (PD). Siamo in una cinquantina, ricontinuo a mangiare come un porcellino; la pancia comprime i pantaloni, allento la cintura, la camicia slim preme sui bottoni e ho paura che prima o poi qualkuno parta come un'oggetto contundente, la serata corre via e penso a tutto fuorchè alla gara... mi sento un condannato a morte alle prese con l'ultima cena, mi diverto, faccio il cretino come al solito e bevo birra.
Domenica: alle 2,20 arriviamo in Hotel a Treviso. In bagno l'apocalisse, il culo in fiamme, un temporale da paura, lo tsunami quaquero..... tanta e tanta canto leggermente per confondermi, ma Barbara fortunatamente sta già dormendo. Mi sveglio alle 6 mi guardo allo specchio sembro Mickey Rourke in quel film che non ricordo il nome con la faccia gonfia. E adesso?....

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venerdì 23 marzo 2007

Infiammazione al tendine rotuleo

Altrochè pretattica... qui si piange per davvero!

Sono avvilito, svuotato e perso. Ieri mi han diagnosticato l'infiammazione del tendine rotuleo della gamba sx. Ho provato oggi dopo il riposo assoluto da sabato scorso a corricchiare: uno scricchiolio dietro l'altro come se scroccassero le ossa. Fa più rumore del Garmin all'allarme del passaggio al kilometro. Mi faceva così male che dopo 400 metri son rientrato spento e abbattuto. Ho telefonato a Emi, il quale come sempre gentilemnte mi ha preso appuntamento dal fisioterapista Brindani alle 19.
Non voglio mollare e mi piacerebbe se ci fosse un lumicino di possibilità con un tutore o quant'altro di provare a correre la mia maratona.
Sì è la mia maratona e nessuno me la può togliere!!!! Capito!!!! :o(

… New York di Luca geom. Dalla Via

Il mio compagno di viaggio di Parigi mi ha scritto un bel racconto che mi permetto a suo nome di pubblicare:

E mail … New York

Questa è una delle tantissime storie che ognuno di noi podisti potrebbe raccontare e quindi non ha nessuna velleità di concorrere per il premio Pullitzer… E’ la promessa fatta ad un amico podista (Lanfree detto Franco) durante un lungo in quel di Mantova, in una stupenda mattinata di un sabato di Marzo. Concedetemi però prima una premessa che serve a presentarmi.

Ho iniziato a diventare podista nell’ottobre del 2004, raccogliendo la sfida di una mia collega che mi invitava alla maratonina di Verona. La distanza più lunga che all’epoca avevo corso a piedi erano 7 km che alternavo nel periodo estivo con la piscina al periodo invernale della palestra. Dunque, iniziavo ad aumentare progressivamente le distanze senza alcuna tabella (non avevo la più pallida idea di che cosa fossero e a cosa servissero): era settembre 2004. Finivo la mia prima maratonina in 2 ore e 3 minuti. Passò l’inverno e con la primavera cominciai a sentire il richiamo della corsa, così come per Jack London quello della foresta. Da allora ho iniziato con gli allenamenti prima due e poi tre settimanali, ho partecipato a tapasciate domenicali con amici, mezze maratone varie e ben tre maratone: Milano 2005 (ricordata anche come “il ritiro dalla Russia dei Nostri Alpini”), Londra 2006 e New York 2006.-

Della prima ho tenuto solo il ricordo del freddo che ti penetrava nella ossa e il sorriso da sventurato nella foto al passaggio dell’ultimo km. Il crono? Bè se proprio insistete 4 ore e 20 minuti. Mi ero ripromesso che non l’avrei più fatta una gara del genere ed invece mi sono ritrovato ad inizio febbraio a preparare, con l’aiuto di un mio amico più esperto, la maratona di Londra. E da lì sono iniziate le discussioni con la mia compagna: non ci sono più i sabati e le domeniche per Noi due, i pomeriggi solo allenamenti e così via… Bè, mi direte, a chi fra noi podisti non è mai capitato tutto ciò?!? Volevo scendere sotto le 4 ore e udite udite il mio crono era 4 ore e 17 secondi. Mi hanno preso in giro per tutto il soggiorno a Londra i miei amici, la mia dolce metà e poi anche a Verona. E io cos’ho fatto quindi? Bene adesso preparerò New York e vedremo poi chi ride ancora.

Passava l’estate ed iniziavo gli allenamenti per New York: tapasciate domenicali, ripetute, medi, fartlek, lunghi e lunghissimi. -

Il giorno precedente la maratona decidiamo io ed il mio amico nonché avvocato Marco, con le nostre compagne, dove ci saremmo almeno potuti incrociare con lo sguardo il giorno seguente durante la corsa. Ebbene al punto previsto, cioè dopo la discesa dell’ultimo ponte prima di imboccare la first avenau (circa il 34° km), di loro neanche l’ombra. Ai lati della strada una folla urlante ti incitava ad andare avanti, a non mollare, ma il viso suo di Lei non lo vedevo. Le gambe cominciavano ad essere dure, anche perché nella foga della corsa mi ero accodato al pace maker delle 3 e 30 ed ora iniziavo a pagare dazio, ma la delusione di non averLa vista mi aveva quasi risucchiato le ultime energie. Riuscivo ad entrare in Central Park, trascinato dall’inerzia degli altri podisti, e la visione di quegli ultimi sali scendi mi stroncava definitivamente. Percorrevo la discesa di quegli stupendi viali alberati che ti portano alla penultima curva a gomito prima della salita che ti congiunge a Columbus Circe. E succede quello che non mi sarei mai aspettato… Riesco, seppur in quel frastuono - perché quello è (chi c’è stato lo sa bene) – a sentire il mio nome gridato più volte. Cerco con lo sguardo di fronte a me, il pubblico dietro le transenne e… la vedo!!! Non ci potevo credere.. era il mio Amore che mi chiamava, che mi voleva salutare e dirmi che era lì ad aspettarmi su quella penultima curva. E’ difficile descrivere a parole quello che ho sentito dentro in quell’istante… Con la mano mi è venuto spontaneo mandarle un bacio a tutto braccio, anche se sarei volentieri andato ad abbracciarla tanto ero felice nel vederla. A Londra non riuscimmo a vederci ed entrambi ci rimanemmo male, ma stavolta c’eravamo riusciti!!! Ebbene io di quell’ultimo km e mezzo che mancava all’arrivo non ricordo tutt’ora la fatica, il dolore, la stanchezza, nulla. Anche il crono non era più importante, perché ero felice del fatto che per un’attimo anche lei era partecipe e potevo così condividere, in quei secondi, tutto ciò che stavo provando nel bene e nel male.-

La felicità, la gioia, la semplice soddisfazione di essere riusciti a vederci mi avevano ridato quell’energie che mi hanno permesso di correre accelerando verso l’arrivo. Solo questo ricordo di quell’ultimo km e mezzo…Non dimenticherò mai ciò che ho sentito dentro in quegli istanti e cosa mi hanno dato in termini di forza fisica e di freschezza mentale.-

Ora capisco chi mi diceva che la maratona non è solo gambe, ma anche cuore e soprattutto testa tanta testa.

Ora termino altrimenti vi annoio, sperando di non averlo già fatto altrimenti non leggerete quest’ultime righe. Voglio ancora ringraziare Alessandra – così il mio Amore si chiama – perché era li ad aspettarmi e per quella emozione fortissima che mi ha regalato. Grazie Ale.-

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martedì 20 marzo 2007

" LEPRE PACER-MAKER O ANGELO CUSTODE"

Il weed-end da assistente-gara inizia sabato alle 16.00 con la riunione tecnica, le istruzioni con le ultime raccomandazioni, la consegna del completo-gara e pettorale e del numero telefonico di riferimento in caso di estremo bisogno, ognuno dei 35 assistenti dovra' correre col propio telefonino. Alle 17.30 presentazione al pubblico !!!!! presente e inizia la sfilata dei pretendenti ad infrangere il propio muro.
Una graziosa ragazza vuole una foto con noi delle 3h promettendo che l'indomani ci seguira', piu' vista se non in foto !!!!!!!!!
Domenica ore 7.30 ritrovo presso l'Arco di Costantino, mancano i palloncini colorati che arriverranno alle 8.30, entriamo nella gabbia e con la scusa dei palloncini ci facciamo largo agevolmente e raggiungiamo la prima fila. Qui inizia la sfilata delle domande, a che ritmo correte? Partite regolari? Fate 3h o arrivate prima? Che tempo hai in maratona? in molti mi dicono che si metteranno dietro e infatti li raccogliero' al 30° che camminano esausti !!!!!! Ormai manca poco alla partenza e l'adrelanina e' a livello zero della gara non me ne frega niente, la mia maratona e' aiutare gli altri sono li' per quello e infatti non mi godo la bellezza della corsa
mi sembra di correre in trappola, non posso fare quello che voglio, rallentare o aumentare il ritmo o fermarmi a bere con calma.
Non possiamo sbagliare niente se un km. e' veloce arrivano mugugni... se e' lento arrivano mugugni... dentro di me' penso qualcosa ma e' meglio non scriverlo , scherzi a parte andra' tutto bene.
Si parte, 50 m. indietro rispetto alla linea ma il primo km. nonostante la salitella del Palatino e' perfetto 4'18'' e 4'12'' il secondo nonostante il fiume di podisti e dove posso corro a bordo strada per poter respirare un po' d'aria fresca. Arriviamo al primo ristoro e urlo che bisogna dividersi a dx e sx per evitare resse inutili , qualcuno si gira e mi guarda sbigottito ad altri non gliene frega niente e quando arriviamo ai tavoli scene da finimondo, slalom incredibili per allungare da bere a piu' persone possibile e sara' cosi' per tutta la gara spugnaggi compresi. Ad Annalisa di Cassino con un personale di 3h 0' 00'' allungo acqua e spugne per il 90% della gara, bene infrangera' il muro per 30''. Se avesse perso 2'' ad ogni ristoro probabilmente non ce l'avrebbe fatta e di questo sono fiero. Questa e' solo una piccola storia delle tante che potrei scrivere come quella di un ragazzo torinese che dopo l'arrivo mi chiede affranto se 3h 0' 22'' va bene lo stesso!!!!
Ora ci mettiamo alla finestra sperando che giungano " muri infranti " da Treviso mentre al Lanfree inizia a girar la testa, fa pretattica con la rotula e la carta d'indentita' .

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Le ginocchia da rottamare!



Mi son divertito con Photoshop a risalire al percorso effettivo su mappa prelevata da Google. Assieme al Garmin training ho riprodotto il percorso nei dettagli, la linea blu è il tour di Sabato in compagnia di Roberto. Sono 29 km che si estendono lungo ciclabili e strade secondarie.


Dopo il riposo di domenica e di ieri, stamane mi sono alzato ed ho ancora degli scricchiolii a livello della rotula. Riesco a camminare abbastanza bene ma mi sento di stare a riposo per non compromettere la maratona di Treviso. Attualmente sono da rottamare! mah.... se penso ai 29 km che comunque ho corso assieme a Roberto ad andatura lenta di 5,31, posso solo sperare di chiudere Treviso, bonking compresi, dentro le 4 ore (e sarebbe un grande risultato). Di + non penso proprio allo stato attuale e cmque se considero che fra due settimane compio 44 anni, la legge del tempo bisogna assolutamente considerarla !

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domenica 18 marzo 2007

A ciascuno il suo

Allora, proviamo a fare il punto.
Oggi ho corso l'ultimo test prima di Treviso, quasi 21 km a RG (4'30'') come prova generale della maratona.
Le sensazioni sono state tutto sommato positive anche considerando che appena una settimana fa ho fatto un lungo di 36 km comunque impegnativo. Insomma spero che la settimana di scarico che mi aspetta mi dia un po' più di smalto e di freschezza per mantenere quel ritmo per tutta la gara di domenica prossima. Se poi fallirò l'obiettivo delle 3h10', pazienza.

Penso a come gli obiettivi siano sempre relativi e come ognuno di noi podisti abbia i propri, più o meno ambiziosi.

E nel pensare questo ho fatto un po' mente locale a questo network di runners che ruota intorno a lanfree marathon ed agli obiettivi che ciascuno di noi si pone (per quanto si riesca ad intuire leggendo blog e post o semplicemente da notizie che viaggiano per telefono e via sms).

Penso al fortissimo Marco di Treviglio che corre molti minuti sotto le 3 ore. Lui tre ore e dieci le fa (quasi) su una gamba sola.

Penso anche al mitico Simone da dublino che a Siviglia ha dato spettacolo e che, mi sembra di capire, ha in programma una maratona nel Connnemara. Arriverà anche alle Aran? Chissà? Se c'arriva state pur certi che non ci metterà più di tre ore

E poi mi viene in mente la simpatica Cristina di Pantharun che prende il tempo ma poi non si ricorda o non sa misurare quanta strada ha fatto. Panthaforte.

E chissà cosa avrà combinato il ragazzo di bergamo a Roma, Marco mi sembra si chiami ed il suo blog "the great run" o qualcosa del genere.

Ed Endorfine quale allenamento articolato, quale fartlek spaziale si sarà inventato stavolta per migliorare la sua potenza lipidica??? Il tutto monitorato da cinque computer collegati in serie che, ovviamente, riportano i dati ad un server della Nasa a Cape Canaveral.

Ed infine il grande Franco che, per quanto finga di avere questo o quell'obiettivo (siano le 3h30, 3h15, o le 3h nette), ha intenzione - ormai è chiaro a tutti - di candidarsi ad essere il portavoce del podismo amatoriale italiano.
Tra un po' lo troveremo a fare l'intervista doppia, come nelle Iene, a Baldini e Tergat.

Franco, ma tra un "come ci si sente a vincere un oro olimpico?" ed un "quanto durerà il tuo record del mondo?" chiederai anche come è stata la prima volta? Credo di sì, anche perchè la domanda che più ti sta a cuore "guardi il fondoschiena delle fanciulle durante le gare?" a loro non la puoi proprio fare.

Ciao a tutti.

Alerunner a perdifiato.

giovedì 15 marzo 2007

.... la vita continua!

L'altro ieri ho fatto due sedute di allenamento tra un rendering e l'altro per aver il massimo risultato sullo streaming nel browser dell'intervista full di Pizzolato. Nei secondi 8 km ho incrociato Don Nicola, che non è un padrino siculo ma il prete di Marmirolo. Durante il percorso sulla ciclabile non c'è stato nessun che si sia dimenticato di salutare il giovane prete. Insieme abbiamo fatto un bel test e nella conversazione l'ho fatto parlare molto. Premesso che si allena quasi tutti i giorni, tranne questo ultimo periodo con problemi di sciatica lombare, il suo passo è sostenuto anche se si trascina e sbatte sull'asfalto senza accarezzarlo. Lui la sua maratona la sta facendo come impegno sociale e come missione ma abbiamo parlato anche di struttura fisica e besciamella nel basso ventre :o) I discorsi sono stati intensi quando abbiamo affrontato temi riguardo i diversi percorsi di fede. Ho scoperto un Nicola grande, dotto, intenso e profondo e al rientro gli ho offerto anche un bicchiere d'acqua.





Stamattina presto sono uscito a farmi una sgambata di 12 km tanto per star in linea. Sabato ho deciso sul lunghissimo in compagnia di Roberto e forse domenica vado a fare la maratonina di Verona. Vedremo.... se la Babi non mi uccide!

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martedì 13 marzo 2007

Nati Per Correre intervista Orlando Pizzolato

Dopo l'aiuto di Boskizzi con il plugin per Joomla! dello streaming video e aver rodato con la compressione giusta per il filmato sul browser ho messo online la lunga chiacchierata completamente, 58 minuti :o)

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Orlando Pizzolato su Nati Per Correre (parte1)

Questo è il primo spezzone! Abbiamo provato a scaricare un plugin per visionarlo direttamente su Nati Per Correre ma non è stabile nel box della pagina. Vedremo in seguito se riusciamo a far qualcosa, per ora l'intervista la inseriamo su YOUTUBE. Dobbimao suddividerla in più parti in quanto i filmati non devono superare i 100 mega. Ho voluto mantenere la qualità video in MPG1 DVD... Buona visione

lunedì 12 marzo 2007

Quattro chiacchiere con il lunghissimo

Il lunghissimo inizia dopo il 25esimo km. Me ne sono accordo anche sabato scorso.

Corro all’idroscalo park, su un percorso circolare di 6.175 m (ufficiali 6.170 ma tra i 6.170 della fine e lo 0 dell’inizio ci sono circa 5 metri: varranno pure quelli o no?), tracciato che è dunque necessario completare circa 6 volte se si intendono coprire i 36 km del lunghissimo alla tergat (35+1).

Sabato mattina ho pertanto raggiunto l’idroscalo e, dopo essermi unto cosce e ascelle con la vaselina tanto da sembrare un grosso pesce da fritto di paranza (in questo periodo è di moda), protetto i capezzoli con cerotti, indossato la canottiera da gara, mi sono avventurato nel lunghissimo più importante.

Sì, il più importante, perché il lunghissimo alla tergat ti dice davvero chi sei e cosa realmente puoi chiedere alla maratona. Questa volta però ho ritenuto opportuno che questo dialogo intimo tra me ed il lunghissimo si svolgesse con toni più pacati e cortesi di quanto non fosse accaduto la domenica precedente.

Domenica infatti avevo alzato un po’ la voce, ero stato scortese ed irrispettoso. Lui, il lunghissimo, mi aveva guardato un po’ indispettito senza proferire parola. Avevo pensato ad un atteggiamento di rinuncia. Insomma, pensavo mi temesse ma in realtà meditava, immaginando come farmela pagare.
La sua vendetta era così giunta al 30esimo km. Inevitabile come il destino già scritto di certi eroi romantici, ineluttabile come la morte. Una lama nel buio, un vento freddo sulla candela, una forchetta con cavallo che dà scacco al re e contemporaneamente minaccia la regina….. Un attimo e poi il buio, la fine. Quello spaesamento fisico e mentale che chi è andato a sbattere, almeno una volta, contro il “muro” della crisi per mancanza di zuccheri ben conosce.

In sintesi, ero verticalmente crollato. Al di là della poesia, il lunghissimo mi aveva dato del pirla e, non c’è che dire, aveva ragione.

Sabato pertanto sono stato cauto. Molti convenevoli, chiacchiere di circostanza, sguardo basso ed umile e via a completare i 6 giri. L’umiltà paga, ma paga soprattutto la regolarità e l’aiuto di un amico che da lepre mi ha raccattato al 17 km portandomi sino al 36 esimo. Per gli amanti dei numeri: 4’40’’ al km sui 35km ed ultimo km in 4 netti. Nulla di pazzesco, ma quanto basta per pensare di fare a Treviso una gara onesta e migliorare, anche di poco, il mio 3h17’ di Verona.

Vedremo.

Ciao a tutti.
Ale Runner.- Perdifiato

TELEVENDITA DI UN SITO INTERNET

In anteprima del video di Pizzolato beccatevi questo REMAKE.. LOL. Assieme ad una decina di foffissimi frulli abbiamo cavalcato la ciclabile accompagnando poi verso casa la Claudia, atleta della Rigoletto capace di un 3h20' in maratona. Costeggiando il diversivo del Mincio abbiam risalito fino alla Sacca di Goito. Le donne sono diverse dagli uomini, lo dice anche Pizzolato. Non guardano i culi nostri mentre corriamo, guardano dritto, non si lasciano andare ad immaginazioni libidinose! Ci credete voi? Stavo bene e i 26 km sono andai fluidi, anzi mi son divertito gli ultimi due kilometri a fare qualke volo sprint con Emi e Cristian. A me queste accelerazioni servono tantissimo non solo a far vedere la mia forza, ma è nella galleria del vento che sono fortissimo :o) Impreco e dico parolacce oltre che a liberar gas di scarico durante queste brevi manovre...

venerdì 9 marzo 2007

Intervista a Pizzolato (anteprima)

Sabato prossimo, cioè domani ormai, saremo all'EXPO di Ferrara ad incontrare il grande Orlando Pizzolato in occasione della 29° Edizione Ferraramarathon il pomeriggio dopo le 15,30. Saremo comunque in 3 (io, Barbara e Alessandro Fochi) e avremo la telecamera con noi. Riprenderemo tutto e monteremo poi in post produzione pubblicando online l'evento.
Abbiamo raccolto un sacco di domande. Ho chiesto anche a Luca Speciani di formularne qualkuna, ovviamente quanto intelligente è, non si è risentito e me le ha passate...

Nati Per Correre

Parlare con te penso sia l’ambizione di tutti i podisti sia come blasone ma soprattutto per la grande carica umana e il ruolo che rappresenti nel panorama della corsa in Italia. Ci sono molte curiosità che spingono appassionati a conoscere da vicino ORLANDO PIZZOLATO.
1) Quanto ha contribuito a livello di immagine essere stato il vincitore di due NYCM?
2) Spesso durante le telecronache di manifestazioni importanti la RAI si avvale del tuo supporto tecnico per commentare lo stato dell’arte nella corsa. Mi sembra comunque che da parte di Bragagna ci sia un metodo poco aperto anzi molto chiuso. L’orchestralità a mio parere si presenta piena di tagli su discorsi che si stanno affrontando. Cosa si invitano a fare persone come Gigliotti se poi mentre sta parlando lo si taglia o lo si stoppa inesorabilmente e spesso lo fa anche con te mentre stai parlando della tecnica di corsa. Non ti fa incazzare quando ti toglie il microfono?
3) Cosa ne pensi del mondo amatoriale? Mi sembra che siano sempre più persone che praticano questo sport. Che sia un fenomeno di costume legato all’immagine di Baldini? Il calare vistoso dell’interesse verso altri sport (vedi calcio)? …Oppure?
4) Facendo un flash back hai mai fatto passi falsi durante la tua vita? Quando hai capito che potevi diventare un campione?
5) Le due gare vinte a NY immagino siano state accompagnate da preparazioni diverse sia mentali che strategiche. La prima l’hai vinta da outsider ma nella seconda ti sei riconfermato, quindi eri l’uomo da battere. Quale tra le due la più difficile?
6) Il supporto di internet può essere considerato un valore aggiunto per un preparatore-allenatore? Il tuo Winning Program (preparazione di tabelle di allenamento per atleti amatori e organizzazione di stage di allenamento e vacanza) è senz’altro un business. A quale scopo? A rendere felici coloro che abbattono i loro muri? Ti è mai successo qualke volta di naufragare assieme al tuo pupillo?
7) Esistono sport popolari, altri d’elite eppure è sempre il calcio che riscuote il maggior interesse, dentro e fuori. Esistono campioni del calibro di Armin Zöggeler, Tergat o Baldini o tu stesso che se chiediamo alla gente comune nel maggior dei casi non riconoscono. Ti pesa questa cosa?
8) Segui da vicino anche gli atleti di livello. Chi sarà il dopo Baldini?
9) 2.04.55 come record mondiale è battibile? Nella scala dei valori fra gli sport dove lo collochi? prima o dopo il 19,32 nei 200? Inoltre meglio il 58’53” nella mezza o il 2h04’55” visto il tuo schema di comparazione dei primati del tuo libro?
(altre sono ancora in fase di elaborazione)

Luca Speciani

1) Quali sono le differenze che trovi tra l'approccio maschile e quello femminile alla corsa?

2) Cosa pensi della tendenza del movimento a spostarsi verso distanze sempre più lunghe sia di trail che di ultramaratona?

3) La nuova "veste" di Correre, che pare essere molto apprezzata, porta il contributo - piccolo o grande - di diverse persone. Quali sono le nuove idee che vorrai, vorremo percorrere insieme?

4) Persone come te, come me, come Arcelli, Massini ecc. che hanno contribuito negli anni con contributi diversi alla crescita del movimento, hanno talvolta idee diverse sul futuro del movimento stesso. Secondo te dove sta andando l'atletica di oggi? E soprattutto: lo spirito è quello giusto?


Alerunner (perdifiato)
Avv. Alessandro Colella


1) Credo che molto del tuo successo (come allenatore, come divulgatore e, in genere, come “maestro di pensiero”) tra i podisti amatori dipenda dal fatto di essere percepito come “uno di loro”. Ma può davvero una persona come te che è stato un grande, grandissimo atleta diventare un amatore? Se sì, cosa hai detto a te stesso quando hai preso atto di questo passaggio?
2) In che percentuale nella corsa contano le doti naturali, quelle mentali e l’allenamento?
3) La corsa come passione rischia di diventare una nevrosi. Molti amatori diventano “malati” di corsa. Secondo te quali sono le qualità che devono esserci e quali i difetti dai quali rifuggire per avere con la corsa un rapporto equilibrato? E secondo te in che percentuale ci sono amatori equilibrati?
4) Qual è l’atteggiamento dell’amatore medio, magari di quelli che alleni, che trovi criticabile e che ti dà più fastidio?
5) Quale comportamento tenuto in competizioni podistiche trovi scorretto/antisportivo?

Marco Gambera (Atletica Treviglio)

1) Chi non vorresti avere in volata all'ultimo km della maratona tra baldini e gebre o tergat ?


Anonimo Ultramaratoneta

1) Ormai anche la 100km a certi livelli e' diventata una gara che viene preparata con allenamenti di qualita', ma allora nei 5 mesi di preparazione non ha piu' importanza il numero totale di km. percorsi ????


Dr. Alessandro Fochi

1) Cosa è lo scarico, tecnicamente? Non si parla o pochissimo della fase di scarico. La gente è talmente ossessionata dai tempi finali e dai lavori di carico che spesso mi capita – e una volta successe pure a me - che qualcuno mi dicesse : ho sbagliato tutto perché ho pensato soltanto a caricare.
Come definiresti lo scarico, come si dovrebbe fare, e come mai esiste così poca letteratura? Cosa consigli soprattutto?

2) Al riguardo vorrei farti una domanda : si parla sempre di cosa mangiare prima di una gara (io stesso ho fatto mio il tuo suggerimento di ovviare alla pasta con frutta/fette biscottate o meglio ancora crostate di frutta avendo una digestione lentissima), o al mattino stesso, specialmente se si tratta di una gara come la maratona : ma dopo? Io stesso trovo che sia per la maratona, ma forse potrei estenderlo anche a qualche altra gara lunga come mezza o 30 km, trovo difficoltà a trovare suggerimenti : nessuno scrive di questi argomenti. Non basta placare la fame, che tra l’altro dopo gare lunghissime è impressionante nei giorni successivi per riempire i serbatoi scarichi.

3) Oggi si spacciano tabelle come caramelle; la gente inizia con la maratona e si sogna un risultato indipendentemente da quali sono le loro effettive possibilità. Qualcuno ha scritto sul sito che è più difficile correre un 10 mila sotto i 40 che una maratona in 3 ore, in ogni caso, la gente si intestardisce a prescindere dalla loro struttura a centrare certi obbiettivi. Diventa mi pare perciò una specie di corto circuito : corro perché mi fa bene, corro per stare meglio, corro per avere un’alimentazione migliore, voglio a tutti i costi arrivare ad un certo limite temporale…..ergo arrivo a vivere una vita malsana o peggio ancora per arrivare al record. Si possono stabilire approssimativamente certi limiti. Voglio dire esistono già tabelle perchi potrebbe capire se per lui è meglio concentrarsi su 10km o maratona?

4) Nel tuo libro quando parli dell’amatore che si appresta a “debuttare” nel mondo delle tabelle, avanzi il concetto che sostanzialmente all’inizio tutti i santi aiutano, quindi anche sbagliando a dosare, in un unico calderone c’è un miglioramento continuo. Più avanti però non solo perché abbassare i secondi diventa sempre più difficile, le differenze di allenamento si vedono, e quindi sbagliare recuperi o lunghezza di ripetute può creare problemi, di varia natura : per esempio il ritmo delle ripetute immagino che x quasi tutti sia sempre problematico mantenerle a livello corretto, se si sfora? Cosa accade quando non si effettuano al ritmo giusto oppure si sbaglia il tempo di recupero a livello fisico?

5) Sempre più si parla dell’aspetto mentale. Come preparavi i giorni prima di un grande appuntamento, ad esempio prima di NY, soprattutto la seconda volta che l’hai vinta. Non solo come hai vinto prima della gara l’ansia da risultato ma concretamente ti ricordi cosa hai fatto i giorni precedenti la gara?

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mercoledì 7 marzo 2007

FIRENZE, flash back!



Che sia una faccia da doping? naaaaa, più che altro mi sembro ROCKY BALBOA dopo un gancio destro alla mandibola. Nell'altra sono in compagnia di Obelix... ahahahahahahahahha e masterix ehehehehehehhe

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domenica 4 marzo 2007

Podista muore in allenamento

Ieri sera con Barbara abbiamo mangiato una pizza a "Le scuderie"assieme alla famiglia Piola. Emi ha mostrato il lato conviviale dello sportivo. La moglie simpaticissima ha fatto subito breccia ed è stata una piacevolissima serata. Abbiam parlato di coccodrilli, spelonche e fiscalizzazione degli oneri sociali. Naaaa.... di corsa, di 100 km del Passatore e tutti gli aneddoti concernenti questo mondo meraviglioso. Di conseguenza al racconto della mia crisi giornaliera Emi ha ricordato un fatto analogo di un allenamento in vista del Passatore: Marco A. dopo 65 km insieme ad un altro dopo che ha finito la benzina si è adagiato su di un prato e si è addormentato alle 15 del pomeriggio nei pressi di una villetta. L'attenta signora dopo un bel pò di tempo preoccupata delle sorti dei giovani ha portato soccorso. Li ha invitati in casa e thè e biscotti han rigenerato i due mal capitati.
Queste sono le favole che finiscono bene ma a volte proprio come qualke giorno fa finiscono male e fanno riflettere assolutamente!!!!!!!!!!!
L'Eco di Bergamo scrive:

Colto da improvviso malore, un podista professionista marocchino, è morto nel pomeriggio a Sarnico in via Suardo, a poche decine di metri dal cimitero comunale: era in compagnia di due amici e si stava allenando per correre domenica l’importante cross dei «Cinque Mulini» di San Vittore Olona. La tragedia poco prima delle 15: Moumene Abdessadek, 32 anni, che abitava a Padova, specializzato nella mezza maratona, era arrivato per la prima volta nel Basso Sebino domenica scorsa ed era ospitato da un connazionale residente ad Adrara San Rocco. I due stavano trascorrendo insieme la settimana curando attentamente la preparazione all’importante competizione. Tutto è accaduto mentre i due sportivi procedendo a velocità normale: Moumene ha iniziato a rallentare, ha detto di avere la gola secca, poi di sentire un dolore al cuore. Pochi istanti e si è accasciato a terra.(02/03/2007)


A parte questa notizia che mi ha raggelato la giornata, oggi è stata piacevolissima all'insegna del sole. Ieri sera poi la luna ha fatto il resto, avrete sicuramente visto l'eclissi e la serata magica è conclusa a casa di Emi. Quanti trofei, le foto delle gare + importanti. Un personaggio ricco di umanità e l'umiltà che lo contraddistingue è palpabile. Ormai mi conosce e capisce ogni mia mossa e pensiero. Treviso e Parigi sono vicine e rappresentano due tappe di passaggio lungo la stagione. Lui dice che una maratona sotto le 3,30 e sotto le 3 sono due corse diverse. Mi sa che dopo Firenze le ho sparate troppo grosse ma il bello deve venire, ne sono sicuro....

sabato 3 marzo 2007

"La seconda crisi ipoglicemica della storia"

Ho cercato di urlare: "...state assistendo alla seconda crisi ipoglicemica della storia delle corse! Fate qualcosa!". I due pescatori sul ponticello a scrutare le meraviglie del fosso son rimasti di stucco: "Cosa ti è successo?" " Sono in fortissima crisi da orai 2 km e sulle gambe 28 km , non reggo + oltre, vi prego portatemi a casa...". Intimoriti dal viso sperso, la barba lunga da 3 gg e il sudore ormai pietrificato sui capelli, non se lo sono fatti ripetere due volte e mi hanno accompagnato a casa. Mi hanno scortato fino alla porta fingendo il collasso....
Che attore! ma soprattutto la paura negli di Marco nel vedermi aprire la porta di casa dopo 4 minuti pensandomi disperso nella campagna dopo che inesorabilmente mi ha lasciato per strada assieme a roberto al 24esimo km. "...mona! Come fai ad essere già qui?" " 55 secondi al kilometro segnava il cardio sulla macchina dei pescatori..." "ahahahahahhahahah!"
Ricapitolando: 35 km di cui 28 fatti e gli ultimi 3 a piedi in 3.30 oltre i 6 al km.
Na schifezza, una diabolica schifezza. unica nota positiva, mi son scrollato di dosso il lerciume del raffreddore con tosse degli ultimi 3 gg....
Dimenticavo, la prima crisi l'ha avuta Dorando Petri a Londra nel 1908 :o)

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venerdì 2 marzo 2007

Graduatoria in base all'Indice di Massa Corporea


Nel post precedente parlavo di calcolo della prestazione sulla base dell'IMC. Ebbene parlando con Emi mi ha informato che esistono gare nella gara facendo l'esempio della Maratona di Reggio Emilia dello scorso dicembre: il CHALLANGE di PODISTI.net. Ebbene documentandomi nel sito ho potuto trovare delle cose interessanti che parlano proprio di questo.

Classifica BMI (body Mass Index) Maschile - Proiezione del tempo ricalcolato tenendo conto di età, sesso, peso ed altezza. Benissimo! A caccia ora dei challange....


Non sto molto bene! Raffreddore e tosse mi tengono chiuso in casa. Domani è previsto un lunghissimo da 35 km. Spero di recuperare presto, Marco e Roberto mi aspettano e non posso deluderli!

Nella foto (maratonina di Treviglio) son quello dietro, un frullo corrente...

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