LUNGONE con crisi finale

Etichette: allenamento

Etichette: allenamento

Etichette: allenamento

erso le 9 lungo la ciclabile e lo vedo arrivare come un treno... mi accodo e iniziamo la nostra prima reale corsa di allenamento. E' molto serio e da come mi ha dato il cinque prima di congedarsi mi ha dato l'impressione proprio della brava persona. Corretta e simpatica, ricca di talento. E' bello stargli vicino, senti il calore del personaggio che vale. Ha tenuto alto il ritmo sui 4,35/4,55 e lui parlava sciolto io molto meno, discorsi molti profondi ma anche semplici. I postumi influenzali e il pranzo abbuffata di ieri duri a smaltirli. Sono contento di aver trovato il pilota della domenica. Sul suo cammino c'è la 100 km del Passatore verso maggio, non è detto ci faccia un pensierino.Etichette: allenamento
Etichette: curiosità

Etichette: allenamento

Etichette: interviste
Etichette: mantenimento
Etichette: film
Quando hai deciso di avvicinarti alle corse? Sei stato uno sportivo sempre lungo il percorso della tua vita?
Ho sempre praticato sport , da giovane un po' di basket, ciclismo e anche il football americano poi uno stop ed un aumento di peso fuori misura.
Decisi che era il momento di fare qualcosa cosi' non mi andava, a 28 anni faticavo a fare le scale e correre mi sembro' lo sport piu' semplice da praticare col buio o col sole, col caldo o col freddo. Lo trovai piacevole anche perche' bastava poco e potevo praticarlo anche in solitaria e dove volevo. Cominciai a conoscere altri podisti e cosi' iniziai le prime gare non competitive sul Veronese .
La maratona può essere considerata un punto di arrivo massimo su cui focalizzare gli sforzi estremi o come nel tuo caso un passaggio verso le Ultramaratone?
Considero la maratona una gara difficile perche' si corre su ritmi veloci e tutti pensano al tempo mentre nella 100km le velocita' sono piu' basse , trovo quindi giusto che la quasi totalita' dei maratoneti non oltrepassi tale distanza.
Cosa ti spinge verso i 100 km? quali sono gli obiettivi? E’ una sfida con te stesso?
La 100km e' principalmente una sfida con se stessi e basta, dico da sempre che per farla bisogna essere fortemente motivati e gli atleti che alle prime esperienze partono pensando al tempo sono gia sconfitti in partenza.
Hai mai pensato possa far male correre distanze simili?
Forse qualche volta l'ho pensato ma non ricordo. Ricordo invece benissimo quando nel 1995 al traguardo del Passatore vidi arrivare atleti che stavano benissimo sembravano avessero corso una maratona, mi vennero i brividi e l'anno dopo anch'io arrivai a Faenza , in 10 anni d'ultramaratone non HO MAI SALTATO UN GIORNO CAUSA INFORTUNIO, grazie anche a scelte meticolose e ad un briciolo di fortuna.
Quante corse fai in un anno?
Non seguo una regola, alcuni anni gareggio tanto, altri anni poco, nel 2006 per es. ho fatto molte gare e so gia' che nel 2007 ne faro' poche !!! per correre forte e star bene dico sempre che 1 o 2 intervallate da 15 - 20 gg sono eque.
Come ti alleni? Segui delle tabelle specifiche? Ci sono allenatori che ti hanno aiutato in passato?
Mi alleno tutti i giorni con un riposo a settimana in genere il sabato oppure il lunedi' e seguo lo schema classico , lungo alla domenica e ripetute a meta' sett.
Non seguo proprio una tabella ma un programma che anni fa' mi preparavo da solo mentre dopo alcune esperienze qua' e la' sono tornato ad " ascoltare " il prof. Fulvio Massini e trovo bellisimo il suo motto " correre per star bene e vivere meglio " rispecchia cio' che credo.
Quante gare hai disputato finora? Sei sposato? Hai figli? Se si, insegni loro correre?
Ad oggi ho nelle gambe 70 maratone - la migliore 2h 40'' Salsomaggiore 1999 mentre la piu' dura Jungfrau Marathon 4h40' 2003 - e 23 ultramaratone varie tra cui 8 100km , Pistoia Abetone , 50km di Romagna , 78km Davos ecc.
Sono sposato, senza figli. Comunque gli lascerei scegliere lo sport da praticare, se poi si mettesse a correre qualche dritta gliela darei volentieri !!!!!
Ti sei mai trovato in crisi? In difficoltà? Hai mai sbattuto contro il “muro”?
La crisi per chi pratica questa sport e' normale guai se non ci fosse, bisogna aspettarla e poi sconfiggerla con la testa e con l'allenamento.
Ho conosciuto come tutti il " muro" il mio era alto 3h! Ci ho sbattuto contro 10 volte poi all'11° tentativo scesi a 2h48', ora come rivincita personale quando mi chiamano faccio il pace-maker delle 3h naturalmente...
Etichette: interviste
Etichette: film
Etichette: allenamento
Etichette: maratona e salute

Etichette: amenità

Etichette: allenamento
Etichette: maratona e salute
Etichette: flickr, fotografie
Etichette: allenamento
L'acqua intossicaBere la massima quantità d'acqua che possa essere tollerata. Questo è stato per lungo tempo l'imperativo per molti atleti, maratoneti in particolare, invitati dalle linee guida a bere più del necessario. Poi i primi casi di encefalopatia iponatremica, evoluzione patologica a livello cerebrale dell'iponatriemia, la condizione nella quale manca sodio all'organismo, hanno portato a riconsiderare la raccomandazione. Oggi un articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine arriva alla conclusione opposta: bere troppo durante un intenso esercizio fisico mette a rischio la salute.
Ascoltare la sete
La maratona, va detto, resta uno sport sicuro, e il dato di meno di un evento mortale su 50000 partecipanti è lì a confermarlo. Ma i primi due casi di iponatriemia verificatisi nel 1981, durante una maratona estrema svoltasi in Sudafrica della durata di ben 90 km, ha portato a un dibattito sempre più acceso sull'argomento e a una produzione sempre più fitta di letteratura negli ultimi vent'anni. Ma qual è il problema? E' la cosiddetta intossicazione da acqua. Una sua eccessiva assunzione, infatti, soprattutto se accompagnata a una forte alterazione del contenuto di sali dell'organismo, può essere "tossica". Un pericolo in particolare per i maratoneti che, si sa, perdono ingenti quantità di acqua e di sali. La reintegrazione abbondante della prima e la carenza dei secondi determina un forte scompenso nell'equilibrio idro-salino che sta alla base dell'intossicazione. Un problema che, secondo lo studio del New England, riguarda in particolare chi fa sport dilettantistico, un caso su 10, che magari nel weekend decide di strafare con la corsa. I sintomi, che si manifestano in modo particolarmente grave negli sportivi per hobby, sono confusione, agitazione, letargia, abbassamento della temperatura corporea, nausea, crampi e riflessi alterati. Il pericolo è serio, perché in certi casi il disturbo può portare a coma e morte. Lo studio, condotto dalla Harvard University di Boston, ha riguardato 488 corridori non professionisti che hanno partecipato alla maratona di Boston. A questi, i più lenti tendenzialmente e quindi con più tempo a disposizione per bere, sono stati misurati i fluidi ingeriti, l'urina prodotta, il peso prima e dopo la gara e le concentrazioni di sodio nel sangue al termine della competizione. La situazione è diversa per gli agonisti. Questi, infatti, si fermano e bevono più di rado, quindi sono meno esposti al rischio di diluire troppo i liquidi presenti nell'organismo. L'analisi ha indicato che l'iponatremia (135 millimoli di sodio per litro) si era sviluppata nel 13% del campione ed era grave (120 millimoli di sodio per litro, al di sotto di questa soglia può essere fatale) nello 0,6% dei casi. Inoltre ulteriori calcoli hanno indicato che il rischio era quattro volte più alto per i corridori che avevano guadagnato peso durante la gara e sette volte più alto quando la durata della corsa superava le quattro ore. Una conferma scientifica definitiva alle nuove linee guida della Federazione statunitense di atletica leggera, la Track and Field, che raccomandano di bere a seconda delle proprie personali sensazioni di sete. Non di più.
Marco Malagutti
FonteAlmond CSD et al. Hyponatremia among Runners in the Boston Marathon. Nejm, 352:1550-1556
Etichette: maratona e salute
Son rientrato dal lavoro dopo che sono passato da Loris (triatleta di medio livello) e Roberto (pallavolista - ex serie B) in Linea 3 all'Airport Center di Villafranca. Dopo che ci siamo stretti la mano sulla scommessa 2007 scendere o non scendere sotto le 3 ore mi son sentito svuotato dopo che mi han demolito:
" [...dove pensi di arrivare? hai 43 anni non puoi fare il record del mondo, correre come fai tu non può che non farti male: le articolazioni, i tendini ne soffrono e te ne accorgerai non subito ma fra qualke anno. A quale scopo? ANDAR SOTTO LE 3 ORE? e chi se ne frega? tutti i maratoneti che conosciamo sono sfasciati, chi sotto i ferri a togliere il menisco, chi scavati in viso fatti di pelle da cadavere... vai , vai corri noi andiamo a mangiare una fiorentina alla faccia tua: SCEMO..."
Etichette: curiosità
Etichette: gara

Etichette: allenamento

Vedremo cosa!....
Etichette: allenamento
A pranzo un etto e mezzo di prosciutto crudo.
Sono curioso di vedere la reazione del mio fisico anche se sono a riposo da due gg. quindi in teoria dovrei farcela. Vedremo!
Etichette: allenamento
[...I glucidi, o zuccheri, o saccaridi, sono detti anche carboidrati o idrati di carbonio in quanto i più semplici hanno un rapporto idrogeno ossigeno simile a quello dell'acqua: (CH2O)n. Tutti i glucidi sono solidi a temperatura ambiente.
I glucidi sono i più importanti e veloci fornitori di energia biochimica. Il loro metabolismo, descritto nel complesso ciclo di Krebs, fornisce all'organismo l'energia necessaria per la completa demolizione dei lipidi, evitando l'accumulo di chetoni, metaboliti incompleti dei lipidi e origine di effetti indesiderati.
I lipidi (detti anche grassi, dal greco lipos, grasso) sono le biomolecole non idrosolubili.
I lipidi più semplici e comuni sono gli acidi grassi: lunghe catene "alifatiche" formate come gli idrocarburi (idrogeno e carbonio) e terminanti con un gruppo funzionale carbossilico (COOH). I lipidi includono i trigliceridi, che sono le principali molecole energetiche.
I lipidi sono diversi composti fatti da atomi di carbonio e di idrogeno uniti tra loro con legami covalenti scarsamente polari e simmetricamente disposti. Essi formano legami molto deboli con le molecole di acqua....]
[...I carboidrati che una persona assimila con il cibo vengono convertiti dal fegato e dai muscoli in glicogeno che viene immagazzinato. Il glicogeno brucia rapidamente rendendo disponibile energia. I corridori possono immagazzinare circa 2.000 kcal di glicogeno nei loro corpi, sufficienti per circa 32 km di corsa. Molti corridori indicano che la corsa diventa notevolmente più difficoltosa a questo punto. Quando le scorte di glicogeno si assottigliano, il corpo deve bruciare i grassi immagazzinati per ottenere energia, ma questi non bruciano in assenza di glicogeno. Quando questo accade, il corridore sperimenta una terribile fatica. questo fenomeno viene detto bonking o sbattere contro il muro. Uno degli scopi dell'allenamento per la maratona, secondo molti allenatori, è di massimizzare il contemporaneo sfruttamento del glicogeno (diponibile in quantità limitata ma facilmente accessibile) insieme ai grassi (largamente presenti, ma di difficile accesso), in modo da ritardare l'esaurimento delle scorte di glicogeno oltre il fatidico chilometro 42. Utilissimi per questo scopo (lo sviluppo della potenza lipidica) sono i lunghissimi (sedute di allenamento oltre i 20km, che possono arrivare fino a 36-38Km). Alcuni allenatori propongono di correrli nella condizione di "scarico di carboidrati" e cioè senza aver assunto carboidrati nelle ultime ore. Altri sconsigliano gli sforzi a vuoto di glicogeno senza la presenza di un supervisore esperto....]
Etichette: curiosità


Etichette: allenamento



Etichette: gara
Etichette: amenità
Etichette: curiosità

Etichette: allenamento

Etichette: amenità

Etichette: amenità


Etichette: allenamento

Etichette: allenamento
Etichette: running_music
Etichette: amenità
Etichette: allenamento